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17 June, 2021, 15:55
Babolat Pure Strike 100

Babolat Pure Strike 98 – La racchetta di Dominic Thiem

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RACCHETTA BABOLAT PURE STRIKE 98

La linea Pure Strike di Babolat si è sempre contraddistinta per essere più orientata al controllo e adatta a giocatori molto potenti che hanno bisogno di un attrezzo che sa restituire rotazioni e mediare la loro potenza, rispetto alle sorelle Babolat Pure Aero e Babolat Pure Drive che, in vario modo, la sprigionano più generosamente.
Con il modello della terza generazione uscito nell’estate 2019, Babolat ha portato sul mercato un attrezzo ancor più focalizzato sul controllo e con una maggiore sensibilità e stabilità. Pur restando un telaio di razza, che richiede un braccio solido e con una buona tecnica, la nuova 98 risulta meno ribelle e decisamente più facile da gestire rispetto alla precedente, così reattiva che spesso diventava indomabile e anche fastidiosa per i suoi repentini sbalzi di “umore”.
Qui le sensazioni sono più “rotonde” in ogni caso più gradevoli, pur con una velocità che ci pare lievemente accresciuta, è più facile entrare in empatia con l’attrezzo che, a parte una maggiore prevedibilità conserva tutta la sua natura di strumento potente per giocatori esigenti, aggressivi, in cerca di precisione.

Qui trovate la recensione della Babolat Pure Strike 100, più maneggevole, più generosa nelle rotazioni e più gentile nella restituzione di potenza, meno in fatto di controllo e sensibilità, prerogative della 98.

La Pure Strike 98 è la racchetta di Dominic Thiem che però (attenzione!) utilizza la versione con il pattern 18 x 20: l’alta densità di corde si traduce in una ulteriore massimizzazione di controllo e sensibilità, ma ovviamente significa anche avere una racchetta molto esigente, che richiede sempre il massimo di spinta e una disponibilità di energia non da tutti.

La 98 che abbiamo scelto di recensire, tuttavia, è quella “più facile” con lo schema corde 16 x 19; dicevamo dell’accresciuta potenza e stabilità, del miglior controllo e feeling con la palla, in generale della maggiore facilità di gestione dell’impatto. Tutte caratteristiche derivate dall’accresciuta inerzia dell’attrezzo e dal lavoro del C2 Pure Feel, presente sull’ovale a h 3 e 45.
Ma la maggiore inerzia di contro si traduce in una sensazione di maggior peso nella “scherma tennistica” e quindi in una minore maneggevolezza dell’attrezzo che anche per questo richiede un braccio preparato tecnicamente e resistente alla fatica.

Proviamo a passarla allo scanner nei suoi aspetti salienti.

Estetica: look ultramoderno e molto azzeccato, ruba sicuramente l’occhio. Il suo caratteristico telaio total white ha andamento e grafiche più “cattive” del precedente modello, “quelli del marketing” dicono  ispirate alla segnaletica urbana (“urban tag”).
La scritta Pure Strike che si ripete su dorso e interno del cuore del telaio, ha una font molto distintiva e graficamente piacevole, il bumper rosso fluo fa il suo e aggiunge aggressività e personalità sulla classica livrea bianco.

Telaio: la Pure Strike 98 (come la 100) ha un profilo sottile 21 – 23 – 21 mm che con lo schema corde 16 x 19 aperto e aggressivo, valorizza al meglio rotazioni e restituzione di potenza. Pesa 305 grammi, bilanciamento a 320 mm. I punti di rigidità (67 RA) portano la racchetta a una rigidezza intermedia che consente un connubio ottimale tra potenza, feeling e comfort. Da sottolineare anche l’utilizzo della sopraccitata tecnologia C2 Pure Feel, che riduce sensibilmente le vibrazioni e trasmette un’elevata sensibilità con la palla all’impatto.

Feeling: la differenza con il modello precedente è subito chiara. Impressiona l’assenza totale di vibrazioni e la conseguente maggiore stabilità, qui la tecnologia C2 Pure Feel si fa davvero sentire. Piacevole ad ogni impatto, potente per chi la sa sfruttare al meglio, rigorosa nel controllo sicuramente migliorato rispetto ai modelli precedenti. Un po’ meno easy nella manovrabilità, che paga pegno all’aumentata consistenza e inerzia dell’attrezzo.

Da fondo campo: è il suo pane, grazie alla combinazione potenza-controllo-rotazione. Bene le palle curve (nasce per questo) e arrotate e per le “catenate” piatte a finire. Ad essere pignoli, lo sweetspot non è generosissimo, ma è una 98 e chi va su questo genere sa bene cosa trova e dove deve colpire la palla se vuole far male. E’ senza dubbio la tipica racchetta da giocatore agonista, attaccante fondocampista contemporaneo.

A rete: perfettamente a suo agio, è un attrezzo molto duttile e dotato anche nei colpi al volo, per assistere i giocatori aggressivi da fondo che cercano una valida alleata quando scendono a rete per chiudere il punto e in generale, quando si trovano a giocare in colpi sopra alla testa. Solida come una roccia, abbastanza facile da manovrare, è veramente piacevole e sensibile anche nel gioco a rete.

Al servizio è molto positiva e generosa, consentendo efficacemente un ampio ventaglio di rotazioni e interpretazioni del colpo. Risulta abbastanza facile dare grandi tagli alla palla e darle particolari effetti. Anche nei servizi più potenti la sua stabilità aiuta a farli finire comunque in campo.

Conclusioni: possiamo dire che con questo attrezzo Babolat ha sicuramente assecondato coloro che amano farsi largo in campo sia con le buone sia con le cattive. Una racchetta più potente del modello precedente, più solida, con maggior controllo e comfort, nonostante la manovrabilità chieda qualcosa in più dal braccio. Se si cerca quel plus in più di maneggevolezza meglio dirigersi sulla Pure Strike 100.
Tra le 98 pollici sui 300 grammi (305 per l’esattezza), la Babolat Pure Strike si pone sicuramente come una delle racchette di riferimento in fatto di potenza disponibile, stabilità, controllo e spin.
Se avete un braccio abbastanza forte per assecondarla sarà di certo un’ottima scelta!

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Caratteristiche Tecniche

Ovale: 98 in²
Lunghezza:
68.6 cm
Peso:
305 g
Bilanciamento:
320 mm
Profilo:
21 – 23 – 21 mm
Schema corde:
16 x 19
Rigidità:
67 RA

Controllo

Potenza

Leggerezza

Maneggevolezza

Stabilità

Babolat infografica

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