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3 July, 2020, 22:24

Tecnifibre T-Fight XTC 305: La racchetta di Danil Medvedev

La prima cosa che salta all’occhio della T – Fight XTC 305 è la nuova veste grafica del telaio, probabilmente influenzata da Lacoste, azienda di abbigliamento francese che ha da tempo acquistato Tecnifibre. Per quanto riguarda, invece, i materiali tecnici, non ci discostiamo molto da quanto visto nel corso degli ultimi anni, salvo un continuo miglioramento delle prestazioni e delle sensazioni.
Come dicevamo, a livello estetico l’intera linea Fight è ben riconoscibile (i colori richiamano immediatamente alla bandiera francese). La T – Fight 305 si distingue dalle altre unicamente per la sola grammatura serigrafata alla base del piatto corde. Molti dettagli sono di alto livello, come la targhetta metallica incastonata all’interno degli steli, il bumper Amour – cap a protezione della testa e gli Ez-Lock, i passacorde piatti, sui quali si adagia il nodo, riducendola perdita di tensione. Insomma, un aspetto molto ricco, sicuramente più chic che cattivo con la riconferma del mold adoperato per le versioni DCS3, ma con cambiamenti importanti nella composizione, laddove fa il suo ingresso XTC, Xtreme Touch Construction, nella parte bassa del telaio, per aumentare la capacità di flessione, mentre viene riconfermata la Dynacore HD, la fibra già introdotta due serie fa, per migliorare la sensibilità del telaio. Il telaio è sottile, 21 millimetri al manico, 22 per il resto della struttura, anche se il bianco tende a far sembrare la racchetta più spessa. Andando verso il grip, troviamo il solito Xtra Feel, che equipaggia tutte le racchette Tecnifibre attuali, in colorazione nera, che fa sentire bene la forma rettangolare del manico sottostante. Il butt-cap non ha sportellino removibile, ma è anzi fisso e presenta la finitura argentata, con il logo che richiama la partnership tra Tecnifibre e ATP. Un ulteriore tocco di classe.
Il telaio appare subito molto serio, robusto, più robusto di quasi tutte le concorrenti di pari peso e non solo. Come tutta la serie T-Fight, anche la 305 ha aumentato l’inerzia un’inerzia di circa 331 punti, 10 in più rispetto al precedente modello, elevatissima rispetto al peso, con un bilanciamento avanzato dovuto alla testa davvero piena, che, se da un lato fa un gran lavoro di spinta, dall’altro richiede un braccio e un polso veramente solidi per supportarla con onore e rispetto della sua levatura tecnica. Massiccio, quindi, ma non severo dal punto di vista tecnico, perché il piatto squadrato da 98 pollici non è avaro in termini di tolleranza e di stabilità all’impatto e porta con sé una spinta naturale che trascina via palla anche sui colpi interlocutori, dove brilla per le sue ribattute e la sua immediatezza di impatto. Infatti, rispetto alla versione in 16×19, è anche più flessibile e lascia sentire piuttosto bene la palla, che può contare su uno schema 18×19 relativamente aperto. Una scelta che raramente si trova su telai da 98 pollici, ma che premia uno spin maggiore rispetto alle 18×20 e un controllo maggiore rispetto ai 16×19 della stessa categoria, lasciando che sia il braccio a gestire e comandare traiettorie, spinta e rotazioni. In tal senso la 305 XTC è una racchetta che va gestita, spinta e comandata con forza e sapienza, un mezzo con cui esprimere tennis di diverse tipologie, dal regolarista all’attaccante puro, purché le si dia sostanza, mentre lei si mostra sempre solida ed efficace, con una spinta piena e appagante, accompagnata da un impatto secco, deciso, ma non rigido, perché i 64 punti RA la rendono anche accomodante sugli impatti più bruschi e quel senso di leggera vuotezza dei modelli precedenti è solamente un lontano ricordo. Un cavallo di razza, una racchetta che non ha punti deboli, se non quelli legati alla capacità di gestione del singolo tennista che la vuole adottare, ma come è giusto che sia per le racchette di rango, di quelle che ti aiutano in connessione, controllo e palla pesante, solo le aiuti anche tu a sostenerne la massa. Volendo trovare forzatamente dei difetti, per chiamarli così, la maneggevolezza non è da riferimento, il telaio pesa in mano e l’avambraccio è piuttosto sollecitato, mentre l’impatto risulta più secco rispetto alla concorrenza, ma T-Fight non è mai stata burrosa ed anzi la sua reattività è sempre un biglietto da visita che ha attirato utenti che volessero più cattiveria nell’impatto e una certa facilità di uscita di palla.
Per concludere, Tecnifibre ha aggiornato la sua gamma alle versioni XTC, aumentando la massa e donando più solidità all’attrezzo, soprattutto con la T – Fight 305 che punta direttamente al top della categoria agonistiche da 305 grammi, con potenza, controllo e versatilità. Un telaio molto completo, severo dal punto di vista fisico, ma generoso tecnicamente, selettivo, ma con uno sweetspot ampio e una gestione del colpo versatile ed efficace. Nel complesso è molto riuscita e, finalmente, anche con carattere, dentro e fuori.

Caratteristiche Tecniche

Ovale:
Lunghezza:
Peso:
Bilanciamento:
Beam Width:
String Pattern:
String Tension:

98
68,6
305 g
320
22
18×19
21 – 22 – 22 kg

Controllo

Potenza

Leggerezza

Maneggevolezza

Stabilità

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